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Notifica web push

Una notifica web push è un messaggio consegnato dal browser tramite la Push API e un service worker, dopo che l’utente ha dato un’autorizzazione esplicita. Raggiunge le persone quando non sono sul tuo sito, senza installare un’app e senza bisogno di un indirizzo email. Su iOS funziona solo per le web app aggiunte alla schermata Home (Safari 16.4+).

Aggiornato: 3 min di letturaDi fromHello

Punti chiave

  1. Il web push richiede un’autorizzazione esplicita: è il browser, non tu, a controllare la richiesta e la revoca.

  2. La consegna passa dalla Push API e da un service worker, quindi le notifiche arrivano anche quando il tuo sito è chiuso.

  3. Su iOS il web push funziona solo per le web app aggiunte alla schermata Home, a partire da Safari 16.4.

Come funziona una notifica web push?

Il flusso ha tre parti. La tua pagina chiede l’autorizzazione alle notifiche; se l’utente accetta, il browser crea un’iscrizione push tramite la Push API e restituisce un endpoint su un servizio push gestito dal produttore del browser (Google, Mozilla, Apple). Il tuo server invia un payload a quell’endpoint, firmato con le tue chiavi VAPID. Il browser poi risveglia il tuo service worker, uno script che gira senza una scheda aperta, che mostra la notifica. Non parte nulla prima dell’opt-in dell’utente, e l’autorizzazione può essere revocata in qualsiasi momento a livello di browser.

Il web push e i tre elementi che lo fanno funzionare.

Il web push funziona su iOS e Safari?

Sì, con una riserva che coglie di sorpresa la maggior parte dei team. Da Safari 16.4 (marzo 2023), iOS e iPadOS consegnano il web push solo alle web app che l’utente ha aggiunto alla schermata Home: una normale scheda di Safari non può iscriversi. La richiesta di autorizzazione deve anche seguire un gesto dell’utente, come il tocco su un pulsante. Su macOS, Safari supporta il web push nel browser normale dalla versione 16.1. La conseguenza pratica: su iPhone il web push è un canale per gli utenti più coinvolti, non un canale ad ampia portata.

Quando conviene il web push a un piccolo team?

Il web push ha senso quando devi raggiungere gli utenti fuori dal sito senza un indirizzo email: promemoria di fine prova, promemoria di configurazione, avvisi su eventi che un utente ha scelto di seguire. Si abbina in modo naturale ai messaggi in-app: l’in-app parla agli utenti mentre sono nel prodotto, il push li fa tornare quando non ci sono. Per far convivere i due canali in un unico programma, leggi la guida a web push e messaggi in-app. Strumenti come OneSignal e Novu esistono in gran parte per gestire al posto tuo iscrizioni e consegna.

Quali sono i limiti del web push?

  • L’autorizzazione è fragile: se la chiedi troppo presto gli utenti negano, e il rifiuto è quasi definitivo; la maggior parte dei team fa precedere la richiesta del browser da una propria interfaccia.
  • La consegna non è garantita: le notifiche passano dal servizio push del produttore del browser e possono essere rallentate, accorpate o scartate sui dispositivi non raggiungibili.
  • Nessuna inbox: una notifica chiusa sparisce, quindi tutto ciò che deve durare va anche in un’email o in un messaggio in-app.
  • La portata è disomogenea: Chrome desktop e Android funzionano bene; su iPhone valgono solo le web app installate.

FAQ

Domande frequenti

  • Che differenza c’è tra una notifica web push e un messaggio in-app?

    Il web push raggiunge gli utenti fuori dal sito tramite il sistema di notifiche del browser e richiede un’autorizzazione esplicita. Un messaggio in-app appare dentro il tuo prodotto mentre l’utente è lì, senza bisogno di autorizzazioni del browser. La maggior parte dei team usa il push per far tornare gli utenti e l’in-app per guidarli una volta arrivati.

  • Le notifiche web push funzionano a browser chiuso?

    Su Android e sulle web app installate su iOS, sì: il push sfrutta la pipeline di notifiche del sistema operativo. Su desktop il processo del browser deve essere in esecuzione, anche se non serve alcuna scheda aperta sul tuo sito. Se un dispositivo è offline, il servizio push conserva i messaggi recenti e li consegna alla riconnessione, entro il time-to-live del messaggio.

  • Gli utenti devono installare un’app per ricevere il web push?

    Non serve un’app nativa. Su desktop e Android, qualsiasi browser supportato può iscriversi dal tuo sito. iOS è l’eccezione: l’utente deve prima aggiungere il tuo sito alla schermata Home come web app (Safari 16.4 o successivo) perché la richiesta di autorizzazione sia anche solo disponibile.

  • Il web push richiede un indirizzo email o un numero di telefono?

    No. Un’iscrizione push è anonima per impostazione predefinita: identifica un browser su un dispositivo, non una persona. Questo la rende utile prima della registrazione, ma le iscrizioni muoiono anche insieme al profilo del browser, quindi considera il web push un complemento agli identificativi di tua proprietà, non un sostituto.

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