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Messaggio in-app

Un messaggio in-app è un messaggio mostrato dentro il tuo prodotto, come banner, finestra modale, slide-out o tooltip, mentre l’utente lo sta usando. Non richiede un opt-in separato, vive solo per la durata della sessione e non può raggiungere l’utente una volta che se n’è andato. È questo limite a distinguerlo dal web push e dall’email.

Aggiornato: 2 min di letturaDi fromHello

Punti chiave

  1. Un messaggio in-app appare dentro il tuo prodotto mentre l’utente è attivo: nessuna autorizzazione del browser, nessun opt-in separato.

  2. È legato alla sessione: quando l’utente chiude la scheda o l’app, il messaggio non può più raggiungerlo.

  3. I formati principali (banner, modale, slide-out, tooltip) scambiano interruzione con attenzione: scegli il più leggero che basta allo scopo.

Come funziona un messaggio in-app?

Il lavoro lo fa l’SDK del tuo prodotto. I messaggi sono associati a condizioni di attivazione (un evento specifico, la visualizzazione di una pagina, l’appartenenza a un segmento) e vengono mostrati direttamente nell’interfaccia quando quelle condizioni si verificano. Poiché la consegna passa da codice che esegui già, non c’è alcuna richiesta di autorizzazione né alcuna iscrizione: chiunque sia attivo nel prodotto può vederne uno. Strumenti come Braze sincronizzano i messaggi idonei sul dispositivo all’inizio della sessione, poi lasciano decidere alle regole di consegna e ai limiti di frequenza cosa compare davvero.

Il messaggio in-app e i suoi tre formati più comuni.

Messaggio in-app o web push: che differenza c’è?

Una notifica web push raggiunge gli utenti fuori dal sito, tramite il sistema di notifiche del browser, ma solo dopo un’autorizzazione esplicita, che molti utenti negano. Un messaggio in-app è l’immagine speculare: nessuna autorizzazione necessaria, ma nessuna portata una volta che l’utente se n’è andato. I due canali coprono ciascuno il punto cieco dell’altro: il push fa tornare le persone, l’in-app le guida una volta arrivate. La guida a web push e messaggi in-app spiega come gestirli come un unico programma.

Quando usare un messaggio in-app?

Ogni volta che la persona che vuoi raggiungere è già nel prodotto: checklist di onboarding, annunci di funzionalità, inviti all’upgrade, suggerimenti contestuali, brevi sondaggi. I messaggi in-app funzionano bene anche come step di un customer journey più ampio: per esempio un tooltip che compare solo agli utenti arrivati alla dashboard ma che non hanno mai creato un progetto. Il punto è il targeting; un messaggio che vedono tutti è solo interfaccia.

Quali sono i limiti dei messaggi in-app?

  • Portata legata alla sessione: un utente perso o inattivo non ne vedrà mai uno; la riconquista spetta a email, SMS o push.
  • Costo in attenzione: una modale al momento sbagliato interrompe il lavoro vero; parti da banner e tooltip, e alza il livello solo quando il messaggio lo giustifica.
  • Rischio di rendering: il contenuto viene inserito in una pagina attiva, quindi la piattaforma deve sanificare l’HTML del messaggio; un rendering sicuro contro gli XSS è un requisito, non una funzionalità.
  • Nessun archivio: una volta chiuso, il messaggio sparisce; tutto ciò che può servire all’utente più avanti va anche in un’email o nella documentazione.

FAQ

Domande frequenti

  • Che differenza c’è tra un messaggio in-app e una notifica push?

    Un messaggio in-app appare dentro il prodotto, solo mentre l’utente è attivo, e non richiede alcuna autorizzazione. Una notifica push viene consegnata dal browser o dal sistema operativo, può raggiungere gli utenti dopo che se ne sono andati e richiede prima un opt-in esplicito. La maggior parte dei team li abbina: il push per far tornare gli utenti, l’in-app per guidarli quando arrivano.

  • I messaggi in-app richiedono un opt-in?

    Nessun opt-in separato: il messaggio fa parte dell’interfaccia del prodotto, quindi chiunque abbia una sessione attiva può vederne uno. Le regole sul consenso valgono comunque per i dati che usi per il targeting, ma non c’è alcuna richiesta di autorizzazione del browser come per il web push.

  • Un messaggio in-app può raggiungere un utente che non è nel prodotto?

    No. I messaggi in-app sono legati alla sessione: se l’utente non è sul tuo sito o nella tua app, non viene mostrato nulla e nulla resta in coda. Per raggiungere gli utenti inattivi, usa email, SMS o web push.

  • Quali formati può avere un messaggio in-app?

    Banner, modale, slide-out e tooltip sono il set standard. Banner e tooltip sono poco invasivi; gli slide-out stanno nel mezzo; le modali bloccano lo schermo ed è meglio riservarle ai messaggi che valgono quel costo.

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