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Bounce email

Un bounce email è un mancato recapito segnalato dal server di posta destinatario: il messaggio è stato rifiutato e rimandato indietro invece di arrivare nella casella. I bounce sono hard (permanenti, come un indirizzo inesistente) o soft (temporanei, come una casella piena). Il tuo bounce rate è un segnale che i provider di posta usano per giudicare la reputazione del mittente.

Aggiornato: 2 min di letturaDi fromHello

Punti chiave

  1. Un hard bounce è permanente: sopprimi subito l’indirizzo e non inviargli più nulla.

  2. Un soft bounce è temporaneo: riprova la consegna, poi tratta i soft bounce ripetuti come hard.

  3. I provider di posta leggono il bounce rate come un segnale della qualità della lista; molte indicazioni del settore considerano un campanello d’allarme qualsiasi valore sopra il 2%.

Come funziona un bounce email?

Ogni messaggio viene consegnato al server destinatario tramite SMTP. Se il server lo rifiuta, il mittente riceve un codice di stato e, di solito, una notifica sullo stato della consegna: il bounce. I codici nell’intervallo 5xx indicano un errore permanente; i codici 4xx un errore temporaneo. La tua piattaforma di invio registra il bounce, lo classifica e decide se riprovare.

Che differenza c’è tra hard bounce e soft bounce?

Un hard bounce è permanente: l’indirizzo non esiste, il dominio non ha un server di posta o il server del destinatario ti rifiuta senza appello. Aggiungi subito l’indirizzo a una lista di soppressione: riprovare danneggia solo la tua reputazione. Un soft bounce è temporaneo: una casella piena, un messaggio oltre il limite di dimensione o il greylisting, quando il server ti chiede di riprovare più tardi. Di norma i mittenti riprovano i soft bounce per qualche giorno, poi trattano l’indirizzo come hard bounce se continua a fallire.

Il bounce email e i termini con cui si misura e si gestisce.

Perché il bounce rate conta per un piccolo team?

I provider di posta valutano i mittenti di continuo, e il bounce rate è uno dei dati più chiari che hanno: un tasso alto fa pensare a una lista vecchia o acquistata. Le soglie variano: SendGrid, per esempio, chiede ai mittenti di tenere gli hard bounce sotto il 5% dei messaggi tentati, e molte indicazioni del settore considerano un campanello d’allarme qualsiasi valore sopra il 2%. Per un piccolo team senza uno specialista di deliverability, il bounce rate è il primo numero da tenere d’occhio; il resto è nella nostra guida alla deliverability email per le startup.

Come si tiene basso il bounce rate?

  • Conferma gli indirizzi all’iscrizione con il double opt-in, così gli errori di battitura non entrano mai nella lista.
  • Lascia che la piattaforma sopprima in automatico gli hard bounce: ogni mittente serio lo fa per impostazione predefinita.
  • Prima di ogni invio di grandi volumi, elimina gli indirizzi che non aprono né cliccano da mesi.
  • Configura l’autenticazione email (SPF, DKIM, DMARC), perché la posta non autenticata viene rifiutata più spesso.

FAQ

Domande frequenti

  • Che differenza c’è tra un bounce email e una segnalazione di spam?

    Un bounce significa che il server destinatario ha rifiutato il messaggio, quindi il destinatario non l’ha mai visto. Una segnalazione di spam significa che il messaggio è stato consegnato e il destinatario l’ha segnato come indesiderato. Entrambi incidono sulla reputazione del mittente, ma le segnalazioni pesano di più ed è più difficile rimediare.

  • Devo riprovare dopo un hard bounce?

    No. Un hard bounce è permanente, e riprovare dice ai provider di posta che non curi la tua lista. Sopprimi l’indirizzo e riattivalo solo se il destinatario conferma che funziona di nuovo.

  • Cosa causa un soft bounce?

    Condizioni temporanee: una casella piena, un messaggio più grande di quanto accetta il server del destinatario, il greylisting o un server destinatario non disponibile per poco tempo. La maggior parte dei soft bounce si risolve da sola entro qualche tentativo.

  • Qual è un bounce rate accettabile?

    Non esiste un’unica soglia ufficiale. SendGrid consiglia di tenere gli hard bounce sotto il 5% dei messaggi tentati, e molte indicazioni del settore considerano un campanello d’allarme un bounce rate totale sopra il 2%. Tassi costantemente più alti indicano una lista vecchia e di solito precedono un calo degli arrivi in inbox.

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