Il lavoro in una riga
Il Growth Lead decide dove va lo sforzo di growth. È responsabile della metrica che il team cerca di muovere, del modello con cui il prodotto cresce e dell’ordine in cui il team piazza le sue scommesse. È uno dei due ruoli di guida in un growth team; l’altro è il Growth PM, che trasforma quella direzione in una roadmap concreta di esperimenti.
La strategia e la North Star
Il Growth Lead sceglie cosa ottimizza il team: un’unica metrica North Star che rappresenta il valore consegnato, e un modello di crescita che spiega quali input la muovono. Tutto questo viene prima di qualsiasi campagna: se sbagli la metrica, un trimestre di buona esecuzione punta comunque nella direzione sbagliata.
Il vero lavoro è la prioritizzazione
Gran parte del lavoro consiste nello scegliere cosa non fare. Brian Balfour descrive il growth come un processo ripetibile (fissare un obiettivo, generare idee, mettere in priorità, rilasciare, analizzare, ripetere) e la guida di Andrew Chen descrive come ordinare gli esperimenti per sforzo, probabilità di successo e potenziale. La formula “il 20% che produce l’80%” è un modello mentale per lo stesso istinto: puntare, in questo momento, sulla scommessa con il maggior impatto rispetto allo sforzo.
Ritmo e coordinamento
Il Growth Lead stabilisce quanto velocemente il team testa (l’apprendimento si accumula, quindi un ritmo più rapido e disciplinato batte i grandi colpi occasionali) e tiene un team interfunzionale orientato nella stessa direzione: un PM, uno sviluppatore, i marketer, un analista, un designer. Raramente gestisce un canale in prima persona; il suo risultato è il risultato del sistema.
Titoli diversi, stesso lavoro
“Growth Lead”, “Head of Growth” e “Chief Growth Officer” si sovrappongono e le aziende li usano in modo approssimativo. Alcuni sono più orientati al prodotto, altri ai canali. La costante sotto il titolo è la guida: fissare la metrica, mettere in priorità le scommesse, stabilire il ritmo, tenere il team allineato.